Il 23 novembre 2019 nelle scuole recanatesi abbiamo fatto circolare, all’interno di ogni classe di tutte le scuole superiori, degli adesivi con l’#SCHOOLCHANGE, che avevano l’obiettivo di lanciare una provocazione, invitando gli studenti a riflettere, esprimersi e a denunciare quello che secondo loro non funzionava della scuola. L’idea di questa iniziativa è venuta a noi di Koiné nel momento in cui abbiamo iniziato a pensare alla scuola, agli studenti che ogni giorno la vivono, che passano la maggior parte del loro tempo immersi in questa istituzione, e a quello che noi, da studenti ed ex studenti, avremmo voluto cambiare. Abbiamo iniziato a pensare a come ci sarebbe piaciuto fosse stata la scuola per i futuri studenti partendo da come noi avremmo voluto vivere la scuola.

Riflettendo su cosa secondo noi non funzionava, abbiamo presentato pubblicamente una nostra proposta, rivendicando maggior democrazia all’interno di questa istituzione e un maggiore spazio ai ragazzi, così che la scuola non venisse più vista da quest’ultimi come un’imposizione, ma come un luogo dove possano sentirsi protagonisti e responsabili.

Questa è stata la nostra proposta:

MAGGIOR PROTAGONISMO DEI RAGAZZI.

1. NO AI SISTEMI DI CONTROLLO: i ragazzi non sono criminali e la scuola deve formare, non opprimere.

2. NON DEVE ESSERE TUTTO FINALIZZATO AL VOTO FINALE: quello del ragazzo deve essere un percorso di crescita. 

3. PIÙ EMPATIA NEL RAPPORTO PROFESSORI-ALUNNI: fiducia, rispetto e reciprocità alla base di tutto.

4. INCLUSIONE: la scuola deve poter rispondere alle esigenze di tutti, anche di chi ha difficoltà.

5. ATTUALITÀ: la scuola non deve essere distaccata dal presente.

6. LIBERTÀ di INFORMAZIONE: basta con i tabù medievali.

7. I PROFESSORI AL PASSO CON I TEMPI: i professori devono aggiornarsi e prendere coscienza che il mondo è cambiato e cambia continuamente.

Successivamente siamo riusciti a continuare questo discorso con i ragazzi grazie ad un corso che noi, il collettivo, abbiamo tenuto alle giornate culturali, il 12 febbraio al liceo classico e il 14 al liceo scientifico/linguistico. Un corso in cui tra dibattiti, confronto, dialoghi e silenzi, libertà di espressione e diritti degli studenti, abbiamo voluto stimolare i ragazzi, creando un’occasione di condivisione libera, senza muri o freni, in cui abbiamo parlato e ci siamo confrontati su quello che succede nella scuola, e su quello che sarebbe potuto succedere dal momento in cui tutti gli studenti si sarebbero messi insieme, guidati dalla stessa motivazione ed obiettivo: la scuola sarebbe potuta cambiare. Il nostro intento, infatti, era quello di portare gli studenti a riflettere e tirar fuori la voglia di attivarsi per raggiungere questo obiettivo insieme.

Le giornate culturali sono state uno spunto per capire cos’è che non andava bene (e tutt’ora non va bene) della scuola e, durante questi giorni, con i partecipanti al corso sono emerse delle problematiche, che abbiamo deciso di affrontare al di fuori delle mure scolastiche in un’assemblea pubblica, voluta dagli studenti, nella quale si sarebbero potute affrontare riprendere e approfondire le tematiche individuate nei precedenti incontri. 

L’assemblea è stata un ulteriore momento di confronto e di scambio con gli studenti, durante la quale avevamo già iniziato a pensare alle successive mosse da fare per un cambiamento.

Purtroppo però la chiusura delle scuole a causa del coronavirus e il lockdown non ci hanno permesso di andare avanti nel nostro intento. 

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