La crisi del Covid-19 ha rivelato l’importanza del volontariato nelle nostre società. Eppure le persone coinvolte nel ricreare i legami sociali in tutta Europa rimangono invisibili. Parliamo con loro di ciò che li spinge a svolgere tali attività e del loro riconoscimento sociale, istituzionale e mediatico in questo documentario.

Senza casa, senza lavoro, senza documenti, senza risorse, senza supporto psicologico, senza supporto educativo, senza disponibilità medica, senza sicurezza fisica, senza legami sociali: la crisi generata dal Covid-19 nelle nostre società ci mostra quello che ci manca. Per compensare queste carenze, da febbraio 2020, decine di migliaia di volontari hanno lavorato in tutta Europa; giovani e meno giovani che consegnano per la prima volta spese alimentari a casa di persone isolate, che creano nuovi spazi di scambio e condivisione online, per telefono o nel mondo fisico. Ma incontriamo anche dei volontari esperti che avevano perso il senso del loro impegno all’interno di una società addormentata e che, di fronte alla loro utilità, stanno ricominciando a vagare per le strade ad offrire cibo, supporto psicologico, rifugio o calore umano, a persone senza fissa dimora o prive di documenti: alle persone senza. Senza molto di più dell’umanità e del mutuo aiuto che lì unisce.

Eppure, l’impressione è che nulla cambi. Li vediamo di più nelle nostre vite, ma rimangono invisibili nelle nostre TV, nei nostri giornali o nei discorsi dei nostri leader politici; peggio ancora, le decisioni prese da questi stessi leader, nella migliore delle ipotesi, non sembrano tenere conto della loro importanza economica, politica e sociale e, nella peggiore, pare vogliano rallentare le iniziative dei cittadini che desiderano fornire, a chi ne ha bisogno, ciò che manca loro.

In un contesto di coprifuoco e quarantena durante il quale ci viene sottratto lo spazio pubblico, colleghiamo gli spazi privati! Diventiamo lo spazio pubblico! Tutta la nostra vita è dedicata solo a noi stessi, alle NOSTRE famiglie, ai NOSTRI amici, ai NOSTRI figli, alla NOSTRA ragazza, al NOSTRO amante, al NOSTRO lavoro, alla NOSTRA casa, ai NOSTRI studi, ai NOSTRI sogni che nascono dai NOSTRI desideri. Ma possiamo anche tenere in ognuno uno spazio per l’altro: perché senza questo spazio non c’è più legame e senza legame non c’è più vita.

Quindi siamo vivi! Siamo umani! Usiamo la nostra volontà per riempire il vuoto che è cresciuto in 50 anni di abbandono politico, pigrizia e abuso di potere. Noi siamo anche questi volontari che applaudiamo alla finestra alle 20:00, questi volontari di cui ascoltiamo il programma culturale su Facebook, quelli che ci portano in ospedale, che ci danno la spesa, che ci ricordano che non siamo soli. Essere un volontario in tempi di crisi non è solo la risposta più bella che un essere umano possa dare all’altro: “non sei solo, siamo insieme”; ma è anche la più intelligente, perché è la risposta consapevole che tutti abbiamo bisogno l’uno dell’altro e che da soli è la fine.

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