Storie di ragazze che tua madre non approverebbe

È da poco trascorsa la giornata del 25 novembre, Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e perciò ho deciso di proporvi Morgana, libro di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri. In questo libro troviamo la storia di dieci donne: Moana Pozzi, Santa Caterina, Grace Jones, le sorelle Brontë, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood, Zaha Hadid. Tutte queste donne, apparentemente, non sembrano avere nulla in comune, ma la realtà è che tutte sono legate da un unico lungo filo: la lotta contro il pregiudizio e il conformismo. 

Ognuna di loro, infatti, ha dovuto lottare con le unghie e con i denti per poter affermare la propria persona in un mondo che le voleva figlie, poi mogli e infine madri: sottomesse al volere e al potere maschile. La madrina di tutte queste donne è Morgana, la sorella di re Artù. Lei pericolosa e temibile ma, allo stesso tempo, amabile e bellissima. 

La loro storia viene raccontata attraverso una narrazione avvincente e intensa, che cattura il lettore scegliendo vicende individuali né edificanti né educative, ma che riescono a farci sentire tutti un po’ Morgana, spronandoci ad essere noi stessi, a non avere paura, a lottare per ciò in cui crediamo, sfidando con coraggio stereotipi, pregiudizi, convenzioni e cliché.

La forza di questo libro sta proprio qui: nella consapevolezza, che nonostante tutto, c’è sempre una luce in fondo al tunnel, c’è sempre una speranza. Queste donne che, con le loro vicende travagliate, difficili, intense, ce l’hanno fatta perché hanno creduto in loro stesse, hanno fatto sentire la loro voce, hanno aperto il loro cuore: hanno avuto la forza di ribellarsi ad una società che le voleva opprimere. 

Concludo citando parte della prefazione del libro, parte che trovo essere estremamente significativa, non solo per capire meglio la storia di queste donne, ma anche per comprendere la nostra di storia: 

«Il nemico simbolico di questa antologia è la “Sindrome di Ginger Rogers”, l’idea- sofisticamente misogina – che le donne siano migliori in quanto tali e dunque, per stare sullo stesso palcoscenico degli uomini, debbano saper fare tutto quello che fanno loro, ma all’indietro e sui tacchi a spillo». 

E ricordate che tutti dentro siamo un po’ Morgana, basta avere il coraggio di crederci fino alla fine.

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