Un esperimento sociale per capire le diseguaglianze del mondo. Pensato e ideato dal Collettivo Koiné

In giorno 4 Luglio 2019 al Centro culturale Fonti San Lorenzo si è tenuto il nostro esperimento sociale “La Cena dei Popoli”. Come collettivo, abbiamo deciso di dedicare una serata in cui mettere in luce l’asimmetria del mondo che ancora oggi è sempre più marcata e affrontare il tema della disuguaglianza. Abbiamo pensato che la via migliore per conoscere la sofferenza e sviluppare forme di indignazione verso le ingiustizie quotidiane è viverle in prima persona. Per questo, la cena dei popoli ha permesso di creare una piccola situazione reale, spiazzante e profondamente ingiusta, limitandosi a ricalcare semplicemente quello che su scala globale il mondo produce ogni giorno. I partecipanti alla cena hanno provato sulla propria pelle le asimmetrie: le persone per terra, le posate insufficienti, lo spreco e l’abuso non sono altro che il convivio globale reso visibile a tutti.

Abbiamo studiato dati e documenti, approfondito il tema della distribuzione delle risorse, del loro accesso, dei profitti che producono. Quello che emerge è una situazione di perenne e crescente disuguaglianza globale: l’enorme produzione di oggetti e cibo sta gradualmente riducendo (piano piano, molto piano) il numero dei poveri assoluti (un miliardo di persone), ma sta aumentando la forbice che separa il 90% più povero (cioè quasi tutti noi) dal 10% benestante, e ancora più il 99% dall’1%: la diseguaglianza aumenta costantemente, sia in tempi di crescita che in periodi di crisi economica. 

Un secondo elemento riguarda il fatto che la diseguaglianza economica produce conseguenze di secondo livello: i danni ambientali e quelli alimentari, i rischi di marginalità e la necessità di emigrare. Tutti questi fenomeni si distribuiscono diversamente in base alla condizione economica della persona che li affronta: un mondo non equo porta conseguenze non eque, ad ogni livello. 

Dividere il mondo in gruppi e sottogruppi è alquanto complicato, perché ogni separazione fa perdere le sfumature. Ma il nostro obiettivo non è fare una fotografia minuziosa del mondo, ma provare a stimolare riflessioni a partire da alcuni dati oggettivi. Abbiamo deciso di individuare 5 diverse classi sociali, al fine di mettere in evidenza alcuni processi fondamentali.

Gruppo 1. Ricchissimi.

Sono le 26 persone più ricche del mondo, che

possiedono la stessa ricchezza di metà della

popolazione mondiale. Insieme hanno un

patrimonio complessivo di quasi 1400 miliardi di dollari, come quello dei 3,8 miliardi di persone più povere del mondo.

Gruppo 2. Ricchi.

10% più ricco della popolazione mondiale.

Basta guadagnare più di 70.000 euro all’anno

per essere nel decimo più ricco delle persone

del pianeta. Detiene il 90% della ricchezza del pianeta.

Gruppo 3. Medi.

45% della popolazione mondiale, che vive con

più di 5,50 dollari al giorno. Basta guadagnare

circa 3.000 euro all’anno per essere nella metà

più ricca della popolazione mondiale.

Gruppo 4. Poveri.

Vivono con meno di 5,50 dollari al giorno e sono 2,4 miliardi di persone (31% della popolazione mondiale). Assieme al gruppo 5 detiene l’1% della ricchezza del pianeta.

Gruppo 5. Poverissimi.

Vivono con meno di 1,90 dollari al giorno e sono 1 miliardo di persone (14% della popolazione mondiale).

Per prima cosa abbiamo diviso il mondo in 6 continenti (Europa, Asia, Nord, America, Sud America, Africa, Oceania), inserendo in ciascuno di essi un numero di “convitati” proporzionale al numero reale di abitanti. È venuta fuori la seguente divisione, risultato anche di inevitabili approssimazioni. Successivamente abbiamo distinto le classi sociali di ogni singolo continente, seguendo i parametri spiegati nella pagina precedente. A questo punto abbiamo deciso di introdurre un fattore ulteriore, per mettere in evidenza un processo in enorme crescita e che incide enormemente sulla qualità della vita e delle relazioni di miliardi di persone: gli slums. Una parte sempre crescente della popolazione (più di un miliardo della popolazione oggi, si stimano 2 miliardi nel 2030) vive in baraccopoli (favelas), vere e proprie città nelle città, fatte di baracche in lamiera o materiali di fortuna. Abbiamo rappresentato il fenomeno facendo mangiare per terra parte dei convitati, rispettando le proporzioni attuali: 18 asiatici, 2 sudamericani e 5 africani hanno mangiato per terra. Un ulteriore fattore per far sembrare tutto molto più realistico è stata la scelta dei ruoli, ovvero del posto e della classe sociale, avvenuta casualmente pescando la propria carta d’identità: sì perché nessuno di noi sceglie dove o come nascere, ma tutto avviene come se fosse una “lotteria”.

Vogliamo ora porre l’accento su alcune questioni che sono emerse durante la cena e che Koiné ha ritenuto importante evidenziare nelle sue riflessioni.

1) DEMOGRAFIA E DENSITÀ

Siamo pochi. Viviamo una realtà in cui il Nord America e l’Europa sembrano molto più grandi di quanto non siano realmente. La Cena dei Popoli ci fa vedere che ci sono zone ad altissima densità, soprattutto in Asia, che tengono a stretto contatto ricchi e poveri.

2) CATASTROFI AMBIENTALI

La diseguaglianza produce una conseguenza evidente: rende i deboli ancora più vulnerabili, e i forti ancora più avvantaggiati di fronte agli eventi inattesi. I primi non hanno alternative, mentre i secondi potrebbero non accorgersi nemmeno del problema. La siccità in Etiopia sta desertificando un intero Paese, mentre in Italia al massimo viene richiesto di non annaffiare i giardini. Prendiamo l’esempio del terremoto, a noi così vicino: chi ha una seconda casa, o si è potuto costruire una struttura antisismica, si trova davvero nelle stesse condizioni di chi ha perso tutto e si trova ad aspettare le casette prefabbricate?

3) MIGRAZIONE

Buona parte delle migrazioni mondiali avviene per necessità economiche: 258 milioni sono le persone che vivono fuori dal loro Paese, 67 dei quali sono rifugiati. Ciò significa che la gran parte delle persone si muove per ragioni economiche, sperando in una vita migliore. Nella Cena dei Popoli si è costretti a spostarsi per cercare di andare dove la tavola è più ricca.

4) A COSA SERVE LA SICUREZZA

Molto interessante è il ruolo dei camerieri, nella Cena. Essi rappresentano le leggi e la polizia, l’ordine e la sicurezza. Chi e che cosa proteggono, la legge e la sicurezza? I camerieri risultavano buoni o cattivi? Spesso siamo portati a ragionare solo da un punto di vista (quello del nostro tavolo), dimenticando invece di chiederci quanto sia giusto il sistema in cui viviamo. 

Un’ulteriore analisi è stata fatta guardando i dati forniti dal WID2 che mostra nuove stime sulla distribuzione del reddito nazionale per molti paesi europei, inclusa l’Italia. Il 10% più ricco ha aumentato la sua quota di reddito nazionale, guadagnando il 30% del reddito totale; la metà più povera degli italiani guadagna una quota sempre minore, circa il 24% del reddito italiano. In soldoni, 5 milioni di italiani più ricchi hanno mediamente un reddito di 90 mila euro annui, e i 25milioni di italiani più poveri, invece, si accontentano in media di 15mila euro lordi annui. Anche in Italia è presente e si sta ampliando una forte diseguaglianza nei redditi. La Banca d’Italia misura invece che quello stesso 10% possegga il 46% del patrimonio totale.

Ma allora, come porre fine alle diseguaglianze?

Oxfam parla di equità retributiva e aumento dei salari a un livello dignitoso, introducendo un tetto agli stipendi dei manager ed eliminando il gap di genere. Tassare i ceti più ricchi e le grandi corporation, aumentando la spesa pubblica per servizi universali come la sanità, l’istruzione e la sicurezza sociale.

Vogliamo favorire una presa di coscienza, stimolare la riflessione e invitare a costruire insieme soluzioni praticabili per rendere il mondo un luogo migliore di come è.

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